Pubblichiamo la premessa al libro
Quando sai che la batteria del tuo computer sta per esaurirsi scrivi più in fretta. Quando sai che stai per morire vorresti aver scritto più in fretta per tutta la vita.
Paola aveva sempre avuto scaramanticamente paura dello spazio vuoto dopo la data di nascita nella sua biografia di autrice.
Quando, con la notizia del cancro, aveva avuto la certezza che non si sarebbe trascinata fino alla vecchiaia, decise di scrivere della sua vita e della malattia nel libro Vivere la Tempesta. Una autobiografia nascosta, quasi pudica, dove si parla poco della malattia e del dolore e tanto dello sfruttamento e della rapina ambientale, da Taranto alla Val di Susa. Perché per lei la vita era lotta, era nella dimensione collettiva, politica e rivoluzionaria.
Negli anni della malattia Paola non ha smesso di impegnarsi sui temi che le erano cari, e prima di tutto, con i suoi scritti e le raccolte tematiche di racconti sulla memoria, delle lotte e dei compagni morti per quegli ideali.
L’ultimo impegno è stato quello di creare la Fondazione La Rossa Primavera, una struttura per il movimento di classe, di archivio e memoria. Perché come amava ripetere Paola: la memoria è lotta.
Questo “romanzetto”, è un po’ la “puntata precedente” del suo ultimo libro. Paola ci ha lavorato a tempo perso tra gli anni ’90 e il 2014, come su un diario personale cui aggiungere, di tanto in tanto, una pagina, un ricordo. Sotto la gabbia di un romanzo giallo e nascosta dietro un alter ego, quella Giulia dalla vita e dal lavoro quasi regolare che forse lei avrebbe desiderato avere, troviamo Paola con tutte le sue emozioni, le paure e le piccole manie. Dalla paura di invecchiare a episodi vissuti come l’arresto e la prigione. La sua vita quasi frenetica, fatta di scrittura, lavoro e pasti scongelati in fretta.
Nella trama “noir” alla Montalban, improbabile – ma che alla luce dei fatti di cronaca di “mafia capitale” appare quasi realistica – troviamo fatti e luoghi che chi ha vissuto la Roma e l’Italia dagli anni ’70 in poi riconoscerà. Da Via Pomponazzi a Piazza Igea, dall’assassinio di Walter Rossi o Roberto Scialabba, al dramma dell’eroina che ha spazzato via in quegli anni tante speranze e tante vite. Personaggi e ambienti, spesso riconoscibili mascherati dietro un nome diverso e visti a volte sotto una luce divertita, ironica, a volte drammatica mai banale.
Soprattutto troviamo i riferimenti a storie drammatiche, note e meno note, dei tanti omicidi a opera dei fascisti che hanno insanguinato l’Italia di quegli anni. Episodi in cui spesso sono coinvolti esponenti di primo o secondo piano di quel Movimento Sociale Italiano da cui provengono gli esponenti del partito oggi al Governo.
Troviamo anche riferimenti ai tanti compagni e compagne che in quegli anni avevano scelto da che parte stare mettendo in gioco anche la propria vita nell’impegno mai facile della lotta armata, nello slancio di una rivoluzione che si sentiva possibile e necessaria.
Nel libro affiorano, poi, tanti personaggi di donne combattenti che troveranno spazio nei libri successivi di Paola, da Tamara Bunke a Elena Angeloni, la zia mai avuta di Carlo Giuliani.
Passato al presente è tutto questo e anche molto altro. Non è un prodotto finito. Alcuni passaggi sono solo raccontati invece che “romanzati”. Certi punti della trama sono slegati, i dialoghi non sempre facili da seguire. Ma proprio per questo suo carattere incompiuto possiamo trovare al naturale il sorriso, l’impegno e i pensieri di Paola sul suo tempo e anche sul trascorrere della vita.
Per questo la Fondazione la Rossa Primavera ha pensato, a cinque anni dalla morte di Paola, di ricordarla pubblicando questo libro. Perché crediamo che sia un’opera che nella sua imperfezione meriti di essere pubblicata.
Perché come ci ricorda Borges in una sua citazione, forse apocrifa, di Alfonso Reyes: Questo è il guaio di non fare stampare le opere: ci si mette una vita a rifarle.

Paola Staccioli, Passato al presente, ed. La Rossa Primavera, 18 euro
per riceverlo scrivere a fondrossaprimavera@gmail.com