Fondazione La Rossa Primavera

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Paola Staccioli, una rossa primavera

Sabato 31 luglio 2021, ci ha lasciato Paola Staccioli, fondatrice e animatrice della Fondazione La Rossa Primavera. Coloro che hanno condiviso con lei anni di militanza, di vita in comune e di amicizia avvertono con dolore la sua mancanza. I suoi compagni vogliono però continuarne il lavoro e l’impegno.

Nata nel 1958, militante comunista, giornalista e scrittrice, Paola ha vissuto in prima persona i movimenti e le lotte che hanno attraversato la storia del nostro paese. Un’attività multiforme, ampia, capace di interagire con ambiti politici e culturali molto diversi ma sempre tesa, nell’ambito di un percorso rivoluzionario, all’avanzata del movimento e delle lotte di trasformazione sociale. Tutto il suo lavoro politico e culturale è stato in questo solco, nel rifiuto del revisionismo storico e di ogni forma di dissociazione e di rinuncia alla lotta. Paola ha partecipato, con ruolo significativo benché ancora molto giovane, alla mobilitazione contro la repressione e alla solidarietà attiva nei confronti dei prigionieri politici. Il suo impegno la portò a produrre una forte denuncia dell’uso sistematico della tortura messo in atto contro le militanti e i militanti delle organizzazioni rivoluzionarie.

Per lei il conflitto di quegli anni, anche nelle forme più radicali, faceva parte integrante di quel filo rosso che collega le esperienze rivoluzionarie del Novecento, la Resistenza e i grandi movimenti di lotta operai, contadini, studenteschi e femminili. Paola è stata in prima persona partecipe e testimone di quel percorso, anche negli anni successivi alle sconfitte e alla dissoluzione di ampi settori militanti.

Negli anni più recenti. Paola si è impegnata a tenere viva la memoria delle lotte e dei movimenti, anche attraverso forme e linguaggi diversi, come la letteratura. Ha curato raccolte di racconti sul tema dei conflitti e delle memorie di classe, coinvolgendo scrittori e militanti: da “In ordine pubblico”, a “Piazza bella Piazza” fino a “la Rossa Primavera” e a “Per sempre ragazzo”, dedicato a Carlo Giuliani. In questo progetto sviluppato in oltre dieci anni Paola ha saputo coinvolgere molti autori e diverse sensibilità: i racconti dei singoli sono riusciti a diventare nella loro unitarietà un patrimonio della coscienza collettiva.

Una sua grande passione era la storia delle tradizioni romane, della cultura materiale e dell’artigianato. Attraverso l’Associazione di artigianato artistico Lignarius ha fatto vivere, in oltre trenta anni di lavoro, il suo impegno di apertura e solidarietà verso le nuove realtà dell’oppressione sociale (in particolare con le iniziative per il proletariato migrante e la lotta contro il razzismo colonialista). La sede di Lignarius ha ospitato molti eventi diventando un rilevante centro di incontro fra culture e professionalità.

In altri libri più recenti, “Non per odio ma per amore” e “Sebben che siamo donne” ha raccontato la vita e la storia politica di tanti militanti rivoluzionari e internazionalisti. Una particolare attenzione, Paola ha dedicato alla storia delle rivoluzionarie, spesso poco conosciuta e valorizzata. In una linea di bilancio interno ai movimenti rivoluzionari, si pongono i recenti libri “Con ogni mezzo Necessario” e il “Il lavoro della talpa”, frutto del lavoro collettivo con altri militanti che, in vario modo, hanno condiviso un percorso politico.

Nel suo ultimo libro, “Vivere la tempesta, In lotta contro il cancro”, uscito pochi giorni prima della sua morte, racconta la sua malattia senza restare nella sfera privata. Per Paola il cancro non è mai stata una sua lotta personale, ma l’occasione di raccontare i tumori che provoca lo sfruttamento del territorio e degli uomini, dall’ILVA di Taranto alle tante terre dei fuochi italiane. Nel libro il cancro diventa la manifestazione eclatante dell’“assassinio sociale”, come lo ha definito Engels, carattere distruttivo insito nel capitalismo, che appare oggi più che mai evidente.

Paola Staccioli ha sempre sognato di dare corpo a questo suo lavoro sulla memoria. Per questo, nel pieno della “tempesta” della sua malattia, ha dato vita, con un gruppo di compagne e compagni con cui ha condiviso diversi tratti del suo cammino, alla Fondazione La Rossa Primavera. Un’associazione che vuole continuare il suo lavoro, perché come amava ripetere “la memoria è lotta”. In pochi anni è nato così il primo embrione di quello che vuole diventare un archivio dei movimenti e delle organizzazioni di classe. Uno strumento dunque per continuare la lotta, per darle forza ideologica e di prospettiva.

La Fondazione cerca di porre le basi per creare un archivio del XXI secolo, in collegamento sinergico e di collaborazione con gli altri archivi esistenti, cercando di raccogliere anche donazioni di fondi privati per evitare la dispersione di tanta documentazione.

La memoria per Paola ha senso solo se vive nelle lotte attuali. La “Rossa Primavera”, per questo, vuole favorire la creazione di una rete volta alla solidarietà, al sostegno e al rafforzamento delle forme più avanzate di opposizione di classe. Un “luogo” dove sia possibile leggere e intervenire nel presente attraverso l’analisi del passato, dove possano confrontarsi esperienze diverse per sostenere e promuovere culture e comportamenti militanti. Tanti sono i progetti, dallo sviluppo di una rete di scritture militanti, ad un archivio delle lotte del presente.

Per chi desideri dare anima, gambe e continuità al progetto di Paola è possibile contribuire con lavoro, idee, lasciti di documentazione o con contributi.

 

Per avere informazioni l’email della fondazione è fondrossaprimavera@gmail.com

Le info per sottoscrivere al link www.buonacausa.org/cause/larossaprimavera/

 

larossaprimavera.org



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